Nutrire le radici della madre
- 16 gen 2018
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 25 feb 2021
Questo articolo è tratto dalla tesina "Radici in nuova terra" che ho scritto per conseguimento della attestato da doula.
Questo è solo l'inizio di un nuovo progetto relativo al blog che prevede la pubblicazione ogni 15 giorni ca. di ricette tradizionali regionali o ricette tradizionali di diversi paesi l'intento è, come dice il titolo dell'articolo, nutrire le radici della madre; le nostre radici!
Vi auguro una buona lettura!
Cosa vuol dire nutrire le radici della madre?
Quando le donne che vivono la loro gravidanza, il parto e il post-parto in terre nuove, lontane dalle loro origini possono sentire il bisogno di un qualcosa che le riporti alle loro radici.
Nel rispetto delle scelte individuali e tenendo conto del bisogno, che in alcune donne prevale, di sentirsi integrata nella società che la ospita; la doula, l'amica, la vicina di casa, la suocera possono offrire nutrimento alle radici della neo mamma in molti modi come ad esempio prepararle un piatto tipico del suo paese o della sua zona (magari abbondando con le dosi e portando un paio di mono porzione in più...così, caso mai non avesse l'energia o il tempo di preparasi un pasto adeguato una delle volte successive ;-P )

Perché nasce il bisogno di ritrovare le proprie radici?
Il bisogno di ritrovare contatto con le proprie radici ha origine in un meccanismo strettamente psicologico legato alla genitorialità o meglio al divenire madre.
Durante l’ultimo trimestre della gravidanza inizia una sorta di regressione definito dalla Bibring “crisi evolutiva” poiché come in altri momenti di crescita personali si avviano processi di riorganizzazione interna, nello specifico durante la gravidanza si avvia un processo in cui si riattivano conflitti legati al periodo infantile e si riattualizzano processi d’identificazione inconsci con la figura materna.
La Pines (1982), spiega in modo chiaro come le neo-mamme in questo periodo ridefiniscono la propria identità femminile, rivivendo il processo di separazione-individuazione dalla propria madre e sperimentano una duplice identificazione con la madre e il feto: sono allo stesso tempo figlie e madri.
In questo quadro psicologico trovano il loro spazio anche la rielaborazione e la ristrutturazione della “madre ideale”, ossia di quel progetto di maternità che inizia già dalla primissima infanzia quando giocando con le bambole, ci si poteva immaginare come sarebbe stato. Proprio per questo motivo la “madre ideale” anche nella sua forma adulta ha spesso caratteristiche peculiari al proprio vissuto ma soprattutto alla costruzione socio-culturale della maternità del paese d’origine e così il contrasto tra la “madre ideale” e la “madre reale”; per le donne che affrontano questo passaggio in un luogo diverso, assume non solo un carattere intimo ma anche sociale e culturale.
In questa fase quindi che, come già detto ha inizio durante la gravidanza e che si protrae fino all'accettazione del proprio essere madre, vi è un forte bisogno di integrazione, ma nello stesso momento si può avere la necessità di rivivere e/o far rivivere le proprie radici nel rapporto con il figlio.
Quanto detto vale per la maggior parte delle donne e assume un valore particolare per coloro che vivono tutto questo lontano dalle loro origini dove i valori e i modelli sociali di maternità sono diversi dal loro vissuto intimo.
Perché ho scelto di affrontare questo tema utilizzando la cucina come strumento?
Ho scelto la cucina come strumento per diversi motivi:
1) Il cibo ha potere di rievocare sensazioni ed emozioni grazie alla stimolazione di olfatto, gusto e tatto... io ad esempio ogni volta che sento l'odore del frullato mela banana è come se tornassi all'asilo nido...e vogliamo mica parlare del sugo della nonna??? INIMITABILE! anche se quello di mia suocera ci si avvicina parecchio e quando me lo prepara sono la bimba più felice del mondo :-)
2) Sarebbe una buona abitudine quando andiamo a trovare una neo mamma, sopratutto se abbiamo confidenza, portarle qualche piatto pronto che lei possa semplicemente riscaldare.
Come già detto...se le amiche, le mamme, le suocere, le zie e le cugine portassero ognuna 2 o 3 mono/bi porzioni da mettere nel congelatore la mamma avrebbe assicurati 10/15 pasti sani e completi da scongelare e scaldare quando si trova sola con il pargolo.
Nel primo periodo capita spesso che la madri sottovalutino o non abbiano tempo ed energie per nutrirsi adeguatamente.
Quante di noi hanno vissuto i loro primi mesi da madri azzannando mozzarelle sul lavandino o trangugiando in preda ad attacchi di fame qualsiasi cosa gli passasse per le mani senza fare un pasto completo ed equilibrato per diverso tempo?
3) Prendersi cura... cucinare per qualcuno con amore e attenzione fa la differenza; non solo chi riceve il frutto del vostro lavoro si sentirà amato ed accudito ma pare che faccia la differenza anche sui valori nutrizionali di ciò che prepariamo...magico <3
4) Mi piace molto cucinare e sperimentare mi rilassa.
5) So cosa vuol dire non avere le forze di prepararsi neanche una tisana.
Conosco e pago le conseguenze dell'aver trascurato la mia alimentazione negli anni di gravidanze ed allattamenti e mi chiedo se si può fare qualcosa per aiutare le future mamme perché non farlo?
Bene spero che l'articolo vi sia piaciuto e vi abbia in qualche modo ispirate...
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